La Sbecciatrice

Produzione di passate, fagioli, ceci, olive caiazzane (presidio Slow Food), creme e patè vegetali.

La sbecciatrice è la macchina che si usava per svecciare il grano, cioè ripulirlo dai semi estranei, una di quelle macchine fa bella mostra nell’azienda di Mimmo Barbiero a testimoniare il forte senso di appartenenza che lo lega al proprio territorio.

I terreni di Villa Santa Croce, piccolissima e antichissima frazione a ridosso del Parco Regionale del Matese sono la culla che hanno spinto Mimmo alla realizzazione del progetto che è il risultato di lunghi studi e interazioni con i “vecchi contadini” del posto, per apprendere, capire e riadattare le tecniche tradizionali del passato, rispettando i tempi e i ritmi della terra.  

La resistenza contadina è la filosofia de “La Sbecciatrice”, nel termine è racchiuso il senso dell’azienda, resistere sul territorio senza emigrare, nelle tradizioni, nei sapori e nei saperi tramandati dai loro nonni.

I terreni della zona si trovano in pendenza e sono argillosi. Trattengono acqua mantenendo l’umidità e ciò rende possibile praticare l’arido-cultura, utilizzando al minimo o non utilizzando affatto l’acqua per l'irrigazione.
Le piante sono perfettamente adattate a crescere in questi luoghi. Lavorare in aridocoltura garantisce che le piante esaltino il sapore dei propri frutti, concentrandone al massimo le caratteristiche organolettiche e nutritive.

L’agricoltura praticata è sana e naturale. Per nutrire viene utilizzato il letame e per proteggere non si usano pesticidi.

Anche la scelta delle sementi è realizzata recuperando le varietà locali, il pomodoro "riccio", il fagiolo "lanzariello", il fagiolo "curnciello", il cece delle colline caiatine.

Conservando la biodiversità dell'alto casertano, La Sbecciatrice tutela le specie vegetali che i contadini del posto hanno sempre coltivato e che oggi, con l'avvento degli ibridi selezionati, sarebbero avviate a sicura estinzione.

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