Il Mulino di Gragnano

Pasta artigianale di Gragnano IGP

La storia de Il Mulino di Gragnano è quella di cinque giovani gragnanesi, e di una start up fortemente appoggiata da un’intera comunità.
Francesca, Raffaele, Alfredo, Luigi, Agostino sono amici, studenti, animatori in parrocchia con la voglia di essere artefici e protagonisti del proprio futuro.

Scommettono sulle proprie eterogenee capacità e esperienze, l’idea era un progetto sulla pasta, ma a Gragnano, dove la pasta è già un’eccellenza, bisognava studiare, innovare, scegliendo macchinari all’avanguardia dotati di moderne tecnologie, capaci di valorizzare la tradizionale arte dei pastai gragnanesi, rendendo giovane questo antico e prezioso mestiere.

La sfida dei cinque giovani si scontra con le difficoltà di recuperare liquidità, le banche non hanno creduto in giovani che non avevo nulla da offrire, né uno stipendio né garanzie immobiliari, fu così che in loro soccorso oltre alle famiglie ci pensa la comunità che si identifica nel progetto finanziandolo con un prestito di 100.000,00 € che verranno restituiti in 8 anni senza interessi.

L’impegno di Francesca, Raffaele, Alfredo, Luigi, Agostino affiancati dal parroco don Luigi Milano alle risorse reperite dai parrocchiani della chiesa di San Leone, sfocia nel 2 ottobre 2015 con la nascita de “Il Molino” di Gragnano, un bellissimo esempio di condivisione e comunione.

Tradizione, innovazione ma anche la scommessa di valorizzare l’arte bianca di Gragnano, cosi scelgono di puntare su un grano di altissima qualità, studiano i vari tipi di grano e le varie miscele che andranno a molinare fino ad arrivare alla semola di grano duro eccellente.

Disciplinare IGP

La scelta dei grani antichi di origine pugliese, coltivati senza l’uso di pesticidi e di sostanze chimiche, l’acqua che sgorga dai monti lattari e il rispetto di un processo produttivo più lungo e più lento che deve essere svolto sul posto, gli è valso l’inserimento nell’elenco degli operatori “Pasta di Gragnano IGP” nell’elenco degli operatori biologici “BIOS” e nell’elenco degli operatori Koscher.

La semola viene impastata e lavorata fino a ottenere un impasto elastico e omogeneo, attraversa trafile in bronzo pesanti 20 kg, quindi messa ad essiccare nel “trabbatto” su telai di legno per la preasciugatura a temperature tra i 28 e i 35 gradi per circa 30/40 ore.

L’essiccazione, ricorda quella che si praticava nell’ottocento a Gragnano lungo via Roma e Piazza Trivone, dove i pastifici si battevano per avere un loro spazio, esponevano i “maccaroni” per l’essiccazione per 72 ore, complice un microclima favorito dall’altezza dei fabbricati, la pavimentazione in pietra vesuviana con quadroni in basalto per sfruttarne la proprietà conservativa di incameramento del “calore” a rilascio graduale.

Il profumo, il sapore la ruvidezza alla base dell’arte pastaia gragnanese sono conservati, tramandati, in modo da accogliere sempre al meglio i sughi e i condimenti esaltarne i sapori.

Il packaging completa la filosofia a metà strada tra tradizione e modernità, hanno brevettato un imballaggio riciclabile in carta/cartone, un “astuccio” con la formula “Apri e Chiudi” dalla forma cubica che ne garantisce una chiusura sicura e un consumo facile a mo’ di” cuoppo napoletano” per versare la pasta direttamente in pentola, anche i colori sono della tradizione il rosso pompeano e il giallo del sole di Napoli.

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